Intorno al XV secolo nella Valle ligure del Leira nasceva la manifattura genovese della carta, favorita dalla presenza di torrenti utili per produrre energia per il funzionamento delle grandi ruote motrici. Per tutto il Cinquecento la carta che si consumava in Europa proveniva da queste aree ed era particolarmente apprezzata per le sue  caratteristiche: difficilmente attaccabile da insetti, quindi preziosa per le cancellerie delle case reali di Spagna, Portogallo e Inghilterra. 

Nel XVIII secolo, quando ancora la carta si fabbricava ancora a mano foglio per foglio e da fibre tessili come canapa e lino, in questi territori, si potevano contare un centinaio di cartiere. L’avvento della rivoluzione industriale e delle macchine a vapore segnò l’inizio della decadenza dell’industria cartaria nel territorio: l’acqua, indispensabile fino ad allora per il  funzionamento dei macchinari, fu soppiantata dalla nuova fonte di energia, e le cartiere poterono così essere installate in luoghi meno impervi delle strette valli genovesi.

L’invenzione della macchina continua in piano (1789) e l’introduzione delle cellulose ottenute da corteccia di albero segnarono progressivamente la fine della fabbricazione foglio per foglio di una carta superiore costituita da fibra di origine tessile.Le cartiere genovesi, che dopo la seconda guerra mondiale erano diventate soltanto 43, spariranno nel giro di qualche decennio.

 

Il Museo della carta di Mele

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È stato inaugurato nel 1997 a testimonianza dell’antico sapere dell’arte cartaria, che tanta importanza ha avuto per lo sviluppo economico e culturale del territorio di Mele. Sede del Centro è l’antica cartiera Piccardo, edificata nel 1756, una tra le ultime in funzione: la sua chiusura risale al 1985. 

Ciò che ha contraddistinto da subito questo Museo è stato la sua collocazione: situato nelle sale di un opificio storico, e la possibilità di ricalcare il percorso che facevano gli stracci di fibra vegetale e la carta da macero per diventare nuova carta, raccontando una storia antica fatta di sacrifici e fatica. Oggi, sviluppando un’idea di impresa innovativa, sono state acquistate attrezzature per l’allestimento del primo laboratorio artigianale di produzione di carta in Liguria. Giovani specificamente formati sono così in grado di produrre manufatti cartacei di grande valore con diverse destinazioni d’uso: carta per inviti, partecipazioni, onorificenze, diplomi, ma anche oggettistica e carte artistiche. 

IL PERCORSO MUSEALE, dedicato a scuole e appassionati, segue il viaggio che facevano gli stracci o i materiali da riciclare per diventare carta nuova; le sale del museo sono infatti le stesse stanze dell’opificio della cartiera, dove sono anche conservati piccoli dettagli curiosi nelle macchine e strumentazioni un tempo utilizzate per la produzione.
La visita guidata ripercorre ogni fase del processo produttivo della carta, mostrando il funzionamento di macchinari perfettamente conservati e ancora nella sede originaria.

Le fasi di produzioni della carta

Il processo di fabbricazione della carta a mano nasce con la raffinazione delle fibre: è qui che si decidono e si stabiliscono la natura e le caratteristiche del prodotto finale.   Leggi ancora →


IL MUSEO DELLA CARTA, a 40 minuti da Genova, è facilmente raggiungibile sia con mezzi pubblici che privati.
Si trova in via Acquasanta, Città Metropolitana di Genova, Italia

Per saperne di più: www.museocartamele.it